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Mettere in discussione Conte per il M5S sarebbe una follia. La mia intervista per Il Manifesto

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L’impressione è che alcuni intoppi nel rinnovo delle commissioni parlamentari siano stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso e abbiano svelato alcuni malumori più profondi dentro al gruppo parlamentare. Cosa accade?

Serve un clima di unità per realizzare le riforme radicali che il gruppo parlamentare del M5S alla camera ha elaborato per il prossimo triennio e che propone al governo del paese. Si va da un piano nazionale contro il degrado per sconfiggere le povertà educative agli investimenti in nuovi settori innovativi che promuovono una transizione ecologica, dalla pubblica amministrazione digitale che arriva come qualsiasi servizio sul proprio smartphone al piano di edilizia scolastica e fibra ottica per mettere in sicurezza i ragazzi, cancellare le classi sovraffollate e portarli nel futuro.
Le prossime settimane saranno quelle che ci permetteranno di fare sintesi per presentare la nostra visione del paese e impegnare nel giusto modo le risorse europee del Recovery fund attraverso il lavoro che la commissione bilancio e tutte le altre commissioni parlamentari realizzeranno.

Il sospetto che circola è che per alcuni di voi la figura di Giuseppe Conte è diventata troppo ingombrante. Siamo arrivati al punto che qualcuno lavora per indebolirlo?

Conte è il presidente del consiglio indicato e sostenuto per ben due governi dal M5S. è una figura “ingombrante” per chi come Giorgia Meloni e Matteo Salvini vive di slogan e selfie con il panino. I risultati concreti di Conte stanno entrando giorno dopo giorno nelle tasche dei cittadini. Sta ricevendo tributi dall’America, dalla Francia e da tutta Europa per come sta gestendo brillantemente la più grossa crisi sanitaria ed economica che la nostra democrazia ha conosciuto. Solo un pazzo nel M5S potrebbe lavorare ad indebolire il presidente del consiglio più amato dai cittadini negli ultimi 20 anni.

Resta aperta la questione della vostra organizzazione interna. Cosa si sa degli Stati generali del M5S? Coincideranno con l’evento annunciato da Davide Casaleggio per il 4 ottobre prossimo?

Vito Crimi ha chiaramente detto che l’evento del 4 ottobre non ha nulla a che fare con gli Stati generali ma è una data importante perché è il giorno di San Francesco, il compleanno del M5S. In occasione degli stati generali dobbiamo tutti guardarci negli occhi e scrivere insieme le regole del gioco per fare il passo della maturità nel momento in cui il Movimento 5 Stelle compie 11 anni. In base a quelle regole si tratterà di dar vita alle trasformazioni necessarie in un momento politico che ormai governa un paese e si trova nell’età adulta.

Nel frattempo il tempo scorre. E buona parte dei parlamentari andrebbero a scadenza se non venisse toccata la regola dei due mandati elettivi. Anche questa incertezza influisce sul clima interno al M5S?

Ciò che darà delle certezze al futuro del M5S sono i progetti, i valori e l’organizzazione capillare e territoriale che ci daremo con gli Stati generali. Il M5S è una forza insostituibile nello scenario politico nazionale ed europeo per la sua capacità di scardinare le sacche di poteri precostituiti a vantaggio dei cittadini, di innovare e realizzare una vera transizione ecologica.