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Spazziamo via la vecchia politica con un progetto concreto per la Campania – Intervista


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Onorevole, il dato delle suppletive è chiaro: ha vinto l’astensionismo. Perché?
I clamorosi dati dell’astensionismo dimostrano che il Rosatellum è una legge elettorale molto discutibile, che ci costringe ad organizzare continue elezioni nazionali ogni volta che un senatore o un deputato eletto all’uninominale si dimette o viene a mancare. Questo meccanismo scollega le elezioni dei singoli da un’iniziativa collettiva legata ad un programma pluriennale con cui le forze politiche si presentano alle elezioni. I cittadini non capiscono e non condividono questa stortura a cui porremo rimedio riscrivendo la legge elettorale.

Il Pd e DeMa, insieme alle altre forze di centrosinistra hanno vinto. Il Movimento ha perso. Quali indicazioni bisognerebbe trarre da quanto accaduto?
Abbiamo ottenuto un buon risultato, ma è chiaro che il Movimento paga le sue regole interne. Penso che questa possa essere l’occasione giusta per metterle in discussione. Se non mettiamo a frutto i 10 anni di esperienza maturati sia nelle istituzioni sia sul campo della battaglia politica queste regole risultano obsolete.

A quali regole si riferisce?
Il Movimento può innovarsi sul fronte delle modalità di selezione dei nomi che devono rappresentare i cittadini. Gli Stati generali saranno l’occasione giusta.

In che modo? Qual è la sua proposta?
La selezione dovrebbe avvenire attraverso l’individuazione di una rosa di nomi da parte dei portavoce a tutti i livelli istituzionali e degli attivisti. Per poi passare la parola agli iscritti a Rousseau in un secondo momento. In questo modo si rispetterebbero sia il principio di democrazia diretta sia gli anni di esperienza maturati.

I risultati delle suppletive peseranno sulle decisioni relative alle alleanze per le Regionali?
L’esito di queste elezioni non può essere un caso di scuola su cui basarsi per le altre consultazioni. Qui hanno pesato i nomi, oltre alle forze politiche in campo.

Ma in ogni caso pensa che alle Regionali l’alleanza con Pd, DeMa e altre forze di centrosinistra vi porterebbe alla vittoria?
Quello che serve è un progetto utile ai cittadini. Non bisogna vincere a tutti i costi e non bisogna annacquare proposte pur di governare. In Campania abbiamo l’emergenza rifiuti, la crisi della sanità e per 76 comuni la privatizzazione dell’acqua. Questi sono i temi da affrontare, anche per fare pulizia della vecchia politica e rimettere in moto la regione.

Per farlo il nome giusto su cui puntare è quello del ministro Costa?
Quello di Costa è un nome sostenuto da Di Maio, Fico, Crimi e da tutto il Movimento perché dà una speranza di vero cambiamento alla Campania. Lui ha parlato di un progetto ampio per questa regione, il suo intento è aggregare e non dividere. È una figura che può dialogare con tutti i mondi sani.

In definitiva, dite sì o no al Pd?
Apriamo a tutte le forze politiche. Alcune hanno già risposto. Resta da capire se è un progetto serio interessa o meno e a chi.