OPERA DI MODIGLIANI SVENDUTA A UN MAGNATE CINESE

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Non solo l’Italia ha perso un capolavoro di uno dei suoi maestri dell’arte contemporanea, ma tutto questo avviene mentre non è ancora stato chiarito quando l’opera di Modigliani ‘Nu Couché’, Nudo Disteso, sia stata fatta uscire dal nostro Paese e se, a suo tempo, il Mibact avesse dato il via libera alla fuoriuscita.

Resta tutt’ora da chiarire come l’opera, realizzata tra il 1917 e il 1918, infatti, sia uscita dal nostro Paese quando non erano ancora trascorsi 50 anni dalla sua esecuzione: non ci sono documenti. Tra il 1967 e il 1987, anno della definitiva esportazione all’estero, il dipinto è rimasto in Italia per mezzo della licenza di temporanea importazione: considerare la permanenza per un periodo così lungo come una permanenza transitoria è certamente discutibile. Si potrebbe pensare che l’opera non sia mai uscita dall’Italia e che la temporanea importazione del 25 gennaio 1967, 50 anni dopo la realizzazione, possa essere una «coincidenza» atta a corroborare una presunta importazione. La realtà è che la vendita del «Nudo disteso» di Modigliani è una gravissima perdita per il patrimonio artistico e culturale italiano, l’immensità del valore intrinseco del dipinto è attestata dallo stesso prezzo di oltre 170 milioni di dollari con il quale è stato venduto a New York ad un collezionista cinese.

Si tratta di una straordinaria opera italiana che ora e per sempre sarà in una casa privata di un cittadino cinese. Acquistato per 170 milioni di euro, la stessa cifra che il governo stanzia in un anno ai proprietari dei giornali.

In tutto questo, Governo e Mibact hanno mantenuto un silenzio di cui chiediamo conto. Con il lavoro del MoVimento Cinque Stelle in Commissione Cultura misuriamo la schizofrenia del PD. Al nostro Question Time afferma di non aver aver risorse per partecipare all’asta e un minuto prima siamo costretti a discutere la proposta dello stesso Partito Democratico per aumentare il fondo agli editori fino a 600 milioni. Da tempo è iniziata la svendita dei nostri Beni Culturali, la svendita del Paese. Un governo ha il potere di cambiare le leggi, di intervenire sui vincoli della comunità europea, di non soccombere alle leggi del mercato per far valere il proprio diritto di prelazione sulle opere dei nostri artisti. Ma è un governo senza il burattino di Firenze.