L'austerità sta ammazzando il Sud. Non siate autolesionisti

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Potete essere ottimisti, potete avere simpatia per il presidente del consiglio Renzi, per De Luca, per Berlusconi, per Salvini (pur se non ammetterete a nessun vostro amico di votare LEGA in una regione del SUD) ma non potete essere autolesionisti.

Nel 2015, il taglio della spesa pubblica sul Pil sarà del 6,2 per cento al Sud, più del doppio rispetto al Centro Nord. L’austerità pesa soprattutto al Sud e l’impatto delle manovre del Governo si fa sentire sul crollo degli investimenti pubblici e delle misure di sostegno alle imprese. A dirlo non sono io ma le elaborazioni della Svimez sulla Spending Review e i divari tra le regioni italiane. 

In definitiva – secondo il rapporto Svimez – sotto l’etichetta della “spending review” si sono nascosti “una serie di tagli che, soprattutto con riferimento alle spese in conto capitale, hanno esercitato un effetto depressivo sull’economia dell’area, amplificando i divari regionali e facendo perdere allo strumento il suo ruolo di riequilibrio territoriale. Di qui la necessità di trasformare gli sprechi in spesa produttiva per servizi pubblici fortemente carenti specialmente nelle aree svantaggiate del paese”.

Un rapporto inquietante ma per Renzi non c’è alcun problema: dice che c’è ancora spazio per la Spending Review e annuncia tagli alla spesa pubblica per altri 20 miliardi.

Se abbiamo avuto i governi Berlusconi+Lega che hanno sottratto risorse al SUD e se questa rapina continua con Renzi, forse è il caso di informarsi realmente sulll’unica alternativa.

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