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Piano Marshall per povertà educativa e culturale

CITAZIONENUOVASono stati diffusi oggi da Oxfam i dati molto allarmanti del Rapporto Bene pubblico o ricchezza privata. A livello globale aumenta ancora, tra marzo 2017 e marzo 2018, la forbice tra ricchi e poveri: 26 miliardari hanno la stessa ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale. In pratica, la ricchezza dei 1.900 miliardari più ricchi è aumentata di più di 900 miliardi di dollari, mentre diminuisce la quota di “ricchezza” in mano alla metà più povera del globo (3,8 miliardi di persone), che è scesa dell’11%. 3,4 miliardi di persone vivono ancora con meno di 5,50 dollari al giorno. E così circa 10mila persone al giorno muoiono per mancanza di accesso ai servizi sanitari e 262 milioni di bambini non possono andare a scuola.

In Italia le cose non vanno meglio: il 5% della popolazione detiene il 90% della ricchezza. Cifre che, evidentemente, non preoccupano il Pd che, insieme a Fi e FdI, chiedono un referendum per abolire il Reddito di Cittadinanza, invocano una “grande mobilitazione civica”, in pratica una crociata contro i poveri o contro chi tenta di trovare soluzioni a quella povertà.
Malgrado il pentimento pubblico verso politiche di austerità o la deriva della sinistra verso modelli liberisti – recitato di recente da illustri personaggi come Junker, De Benedetti, Bersani, Barocco, Lerner – le élite intellettuali e borghesi stanno facendo di tutto per mantenere ben saldo potere e ricchezza in mano a pochi. Chi è povero deve restare povero, vietato sperare, sognare, vietato cercare di impegnarsi per migliorare la propria condizione.

È contro questa immobilità della piramide sociale che questo Governo sta mettendo in campo tutti i suoi sforzi e ha attuato provvedimenti come Reddito di Cittadinanza o ha varato misure in Manovra di Bilancio che premiano i giovani laureati con il massimo dei voti, favorendo il loro ingresso nel mercato del lavoro (con dei bonus di 8.000 euro per le imprese che assumono). O ancora, ha previsto l’assunzione di 2.000 insegnanti in più per combattere la dispersione scolastica fin dai primi anni del percorso scolastico attraverso l’estensione del tempo pieno e del tempo prolungato nel primo ciclo. A questo si aggiunge l’impegno della commissione che presiedo per la lotta alle classi pollaio che sicuramente incentivano l’abbandono, anche perché non si riesce a garantire la qualità didattica per ogni ragazzo se le classi sono super affollate. O ancora per l’università, sempre in commissione cultura, ci sono le audizioni sulle leggi del m5s per superare il numero chiuso ed aumentare il numero di studenti che accedono al No Tax area universitaria.

È il nostro piano Marshall contro la povertà educativa e culturale, lanciato per riattivare la scala sociale in Italia. Perché noi, come Nelson Mandela, crediamo che: “L’istruzione è il grande motore dello sviluppo personale. È attraverso l’istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, che il figlio di un minatore può diventare dirigente della miniera, che il figlio di un bracciante può diventare presidente di una grande nazione. È quello che facciamo di ciò che abbiamo, non ciò che ci viene dato, che distingue una persona da un’altra.”
Dobbiamo, quindi, lavorare e combattere perché la scuola e l’università ritornino ad essere luoghi di promozione e crescita sociale. Dobbiamo garantire a tutti i cittadini la possibilità di eccellere nelle loro passioni e grazie a questo impegno migliorare la loro condizione. Dobbiamo ridare alle persone il diritto di sognare un futuro migliore.

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