TIRRENIA, VI RACCONTO UN TIPICO CASO DI PRIVATIZZAZIONE “ALL’ITALIANA”

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Siamo alle solite! Il 12 maggio 2014 presentato al ministro Delrio un’interrogazione per chiedere chiarimenti sul processo di privatizzazione della compagnia di bandiera Tirrenia. Ad oggi, non ho ancora ricevuto risposta e ho dovuto sollecitare il ministro a rispondere! -> http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic5_02775_17

Stiamo parlando di cittadini senza servizi, tratte meno frequenti e sempre più salate tra le isole e la Terraferma.

Il fatto risale al marzo 2009, quando Berlusconi emanò il decreto che ne avviò la privatizzazione, una tipica privatizzazione “all’italiana”.

Tirrenia, dopo una pioggia di aiuti di Stato che le consentirono di chiudere costantemente i conti in utile, passò nelle mani dei colossi Compagnia italiana di navigazione (Marinvest, Moby Lines, Grimaldi Lines), Compagnia delle Isole, amministrata dall’ex senatore Salvatore Lauro, che rilevò Siremar nonostante non possedesse per quanto ci risulta, alcuna esperienza nella gestione dei servizi richiesti.

Ad un anno e mezzo dalla mia interrogazione nessuno indaga su quella che è stata una vera e propria svendita mentre, ad oggi, l’armatore campano Vincenzo Onorato vorrebbe acquisire il 75 per cento della CIN (Compagnia Italiana di Navigazione). Una volta conclusa la scalata a Tirrenia, il patron di Moby si troverebbe a gestire una situazione di totale monopolio dei mari di Sardegna, con tutte le conseguenze del caso, come la completa violazione del principio di concorrenza.

Al ministro ho ricordato che quanto raccontato è tutt’altro che un’invenzione del Movimento Cinque Stelle, il fondamento di quest’interrogazione è una procedura di infrazione istruita dalla Commissione europea seguita ad un’indagine durata ben quattro anni. Ne viene fuori un quadro che definire allarmante è poca cosa, con aiuti di Stato elargiti in completa violazione della normativa europea, giustificazioni contraddittorie fornite dalle autorità italiane ed ombre sull’aggiudicazione della gara.

A carico dello Stato, ora, ci sarebbe soltanto l’obbligo di recuperare la cifra totale di 1.186.823.876 euro, tutti erogati in favore delle compagnie Compagnia italiana della navigazione e Compagnie delle isole.

Se davvero anche l’Europa si accorgesse che Tirrenia è stata svenduta ad un prezzo inferiore del 100% a quello di mercato, lo Stato dovrebbe rivalersi sulle due compagnie.

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