Dopo la sanità è ora di diffondere cosa sta accadendo sulla gestione pubblica dell’ acqua in regione Campania

Dopo la sanità è ora di diffondere cosa sta accadendo sulla gestione pubblica dell’ acqua in regione Campania

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Il mio impegno personale di sostegno all’ elezione del presidente Roberto Fico è quindi collegato alle battaglie politiche che dal 2010 sto conducendo sul tema dell’ acqua pubblica, trovando finalmente soddisfazione grazie all’ azione di uno dei principali rappresentanti del M5S a livello nazionale, mentre, purtroppo in altre occasioni siamo stati traditi da altri esponenti politici, a partire, come è stato evidente, da Luigi Di Maio, che ha ostacolato questo ed altre battaglie che dovevano toccare alcuni poteri forti.

Ho lavorato all’ interno del M5S ad una trasformazione che ha condotto durante la XVIII legislatura Giuseppe Conte a diventare l’attuale presidente del M5S affinché ci lasciassimo alle spalle questi tradimenti politici.

Roberto Fico incarna questo nuovo corso: quello di essere sempre più coerenti con i programmi scritti con i cittadini.

Acqua pubblica : verso la gestione totalmente pubblica in regione Campania.

Il presidente della regione Campania Roberto Fico ha ritirato il bando per la «grande adozione occidentale» del servizio idrico della Regione Campania, che aveva trovato la propria premessa nelle scelte della Giunta precedente.

Il bando prevedeva la selezione di un socio privato al 49% del capitale della società di gestione dell’acqua, con la conseguenza — come ha argomentato il Presidente — che, nonostante la quota di minoranza formale, il soggetto privato avrebbe apportato il know-how tecnico-gestionale e si sarebbe trovato di fatto in posizione dominante.

La Regione avrebbe perso il controllo reale sull’infrastruttura idrica, in contraddizione con lo spirito del referendum del 2011.

La Regione si trovava inoltre a fare i conti con un debito stimato in 5 miliardi di euro e con una rete idrica deficitaria, con cittadini che in molte aree non ricevono acqua in modo continuativo.

Il Presidente ha convocato numerose riunioni pomeridiane, insieme all’assessore competente, per valutare la fattibilità del ritiro del bando e le relative implicazioni giuridiche e amministrative, incluso il rischio di contenziosi e di oneri a carico della Regione.

Al termine di tale percorso decisionale, il Presidente ha disposto il ritiro del bando, inserendo formalmente nel provvedimento la scelta di un nuovo orientamento: la gestione totalmente pubblica del servizio idrico integrato.

Il ritiro non ha dato luogo ad alcun ricorso al TAR, per una ragione tecnica: era già pendente un ricorso presentato da un’altra società che contestava i criteri del bando originario sostenendo di non poterne essere ammessa.

Il Presidente ha illustrato il progetto di costituire una nuova società a totale proprietà pubblica per la gestione e la distribuzione idrica, con il compito di garantire le fonti e il trasferimento dell’acqua attraverso tutti gli ambiti territoriali.

Ha indicato in 80–85 milioni di euro il capitale iniziale necessario per avviare la società, già individuato nell’ambito del bilancio regionale attraverso un lavoro di riorganizzazione finanziaria con la Direzione Finanze, con l’obiettivo di rendere disponibili tali risorse entro il 2027.

È attualmente in corso la redazione del piano industriale, attraverso il recupero di altre risorse che deve contemplare l’assunzione del personale transitante, la manutenzione ordinaria e straordinaria, e la gestione delle complessità tecnologiche e operative dell’infrastruttura idrica.