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Legge di bilancio e Fondi europei, una svolta per l’Italia. Ne parlo in questa intervista

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Economia e salute sono conciliabili?

Io credo che questo sia il momento del rigore perché non possiamo permetterci di peggiorare le cose dopo averle migliorate. Regione gialla non significa tana libera tutti, ci sono sempre limitazioni: obbligo di mascherine all’aperto, impossibilità di assembramenti. Dobbiamo tutti fare uno sforzo comune per conciliare salute e vita sociale.

La cultura è uno dei settori più penalizzati, non sarebbe il caso di pensare a qualcosa di specifico per risollevare il settore?

Il problema riguarda la fase della socialità. È chiaro che la cultura, essendo uno dei settori in cui la socialità è imprescindibile, sta soffrendo di più e dovrà trovare altre forme di sviluppo. Ad esempio, il Teatro San Carlo e tanti altri teatri italiani cominciano a trasmettere in streaming, non è la stessa cosa ma serve a mantenere un filo diretto con la cultura.

Qualcuno ha proposto di vaccinare per primi i ragazzi in modo che possano andare a scuola, cosa ne pensa?

Io credo che il vaccino sia fondamentale per uscire dalla pandemia.
È stato detto che tra il 10 e il 15 gennaio potranno essere già distribuite 1,8 milioni di dosi a 300 ospedali, infatti le regioni stanno già facendo richiesta.
Bisogna intervenire sicuramente sui punti più fragili della popolazione: gli operatori sanitari che lavorano in prima linea e combattono il virus ogni giorno, poi sicuramente gli anziani residenti nelle rsa, perché anche solo un contagio in quelle strutture può comportare una grossa epidemia con importanti perdite.
Agiamo sui più fragili e poi a cascata interverremo per ridurre l’onda di contagio su tutto il resto della popolazione che vorrà vaccinarsi, ci auguriamo che rappresenti la maggior parte.

Che ne pensa di questa apertura di Salvini?

Io penso che in questo momento gli Italiani si aspettino serietà da parte di tutte le forze politiche: governo e opposizione. I problemi li conosciamo, da una parte bisogna tutelare la salute, dall’altra le imprese e l’economia.
In quest’anno sono stati stanziati 108 miliardi, 9 miliardi per imprese e Partite Iva 16 mila imprese hanno avuto il contributo a fondo perduto e oggi in legge di bilancio discutiamo di un tesoretto di qualche miliardo per continuare a sostenere le Partite Iva.
Facciamo questo in un momento di emergenza, pensiamo ai cittadini. I vari posizionamenti di Renzi e Salvini non sono un argomento di discussione, rimaniamo sulle proposte.

Il cdx lo vede più compatto o meno compatto rispetto a prima?

Non possiamo nascondere che si siano componenti diversi: Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. L’opposizione avrebbe dovuto dare fiducia a un governo che andava a recuperare 209 miliardi non solo di debito, ma anche a fondo perduto per fare progetti di investimento a medio e lungo termine.
Questo è stato un grosso risultato, che rivendichiamo e che abbiamo ottenuto con una posizione mai isolazionista ma sempre critica per produrre cambiamenti.

Il M5S ha una politica assistenzialista?

Differenziamo le cose: una cosa è proteggere chi è debole e chi è in difficoltà, un’altra sono i fondi di next generation ue che vanno spesi per investimenti che si sgancino dalla visione passata della grande opera che non produce niente per il Paese. Dobbiamo invece puntare a una grande digitalizzazione del Paese, rinnovare il Superbonus a 110% e prorogarlo almeno al 2023. Solo nel 2020 questa misura ha dato vita a nuove 5000 imprese di giovani che hanno scelto di investire in un nuovo mercato di green economy. Queste sono le vere ricette per il Paese. Questa è la visione del M5S, la stessa per cui stiamo raccogliendo risorse anche attraverso il Presidente Conte e che ci ha consentito di mettere in piedi misure innovative come il Superbonus. Stiamo dando una traccia utile al Paese, che sia esempio anche per l’Europa.

È giusta la posizione di Italia Viva che sostiene la supremazia del parlamento e della pubblica amministrazione rispetto a Conte che vorrebbe una struttura più agile?

Sono i cittadini Italiani a rivendicare un monitoraggio serrato delle risorse che verranno spese, per questo ritengo che strutture in grado di velocizzare la spesa e finalizzarla per non perdere nemmeno un centesimo di queste risorse europee siano importanti, poi è chiaro che le scelte le fa la politica.
In Legge di Bilancio abbiamo la norma transizione 4.0 di un ministro dello sviluppo del m5s che serve per digitalizzare le filiere. Ci sono misure concrete che aiuteranno l’economia a crescere.

Crisi o non crisi?

Questo confronto è utile nel momento in cui si individuino dai fondi europei in arrivo le misure più impattanti: abbiamo già fatto gli Stati generali dell’economia, coinvolto tutti i fronti sociali, tutte le forze politiche, il Parlamento ha votato una risoluzione indicando le priorità (risoluzione votata anche dalle opposizioni) E ora che facciamo? Torniamo indietro? Non si può.
Si possono definire i progetti che abbiano un impatto a medio e lungo termine e saranno quelli i progetti utili al Paese, anche in grado di combattere anche le disuguaglianze.