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Intervista a Repubblica – Il M5S ha sempre contrastato i poteri forti. Il caso di Philip Morris

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Lei è favorevole o meno a diminuire il vantaggio fiscale per le sigarette elettroniche?

Certo, è per questo che in questa legge di bilancio ho depositato una norma per garantire in modo strutturale 1 Miliardo e 600mila in 4 anni per l’assistenza domiciliare, eliminando i vantaggi fiscali da accise tabacco.
Abbiamo investito da inizio anno 1,2 miliardi a debito per l’assistenza territoriale, ora possiamo farlo in modo strutturale per soccorrere i soggetti affetti da malattie croniche, i disabili, chi ha bisogno di cure palliative e terapia del dolore, chi ha dipendenza patologiche, chi non è autosufficiente.
Persone che oggi sono rischiano di essere ulteriormente trascurate in un’emergenza pandemica che ha portato al collasso le strutture ospedaliere.

Secondo lei ci sono dei collegamenti tra le consulenze di Casaleggio a Philip Morris e le prese di posizione di alcuni suoi colleghi a favore degli interessi, in maniera diretta e indiretta, della stessa società?

Di questo ne leggo solo sui giornali, invece vedo in parlamento un M5S compatto nel richiedere la fine di questo vantaggio fiscale.
Abbiamo infatti depositato la proposta ogni anno in legge di bilancio e c’è una risoluzione in Commissione Finanza a prima firma Vita Martinciglio.

Ci sono motivi di salute pubblica urgenti per debellare il tabagismo, così facendo risponderemo anche all’appello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ci chiede questa norma. Credo che quest’anno sia la volta giusta.

Un conflitto di interessi in seno al Movimento legato alla Casaleggio associati c’è stato in questi anni?

Lo escludo. Il M5S contrasta i poteri forti del Paese con tutte le proprie forze. A volte vinciamo e altre volte veniamo sconfitti. Spero che sia PD che Italia Viva saranno con noi in questa battaglia per la salute pubblica e per la tutela dei malati più fragili. Aspetto le loro dichiarazioni a riguardo.

– Per lei che ruolo deve avere Rousseau-Casaleggio d’ora in avanti?

Rousseau lavora dentro al M5S come se fosse un’organizzazione politica differente: sceglie i suoi metodi, attiva le sue funzioni tecnologiche, prende le sue scelte, a volte in contrasto con il M5S e i suoi portavoce o attivisti.
É chiaro che questa dinamica non può andare avanti. Rousseau deve accettare le condizioni che sono emerse dagli #StatiGenerali e rispondere nelle scelte al M5S, o le nostre strade si separeranno e ci doteremo di un’altra piattaforma.

Lei versa i 300 euro mensili? Se no, perché?

Ho sempre versato tutti i soldi ma non ho mai potuto prendere le decisioni su come sviluppare la piattaforma e voglio ricordare che ho tagliato 340mila euro del mio stipendio, rinunciato all’indennità di presidente di commissione cultura e versato migliaia di euro ad associazioni che stanno intervenendo in questa emergenza sociale durante la pandemia. Tutto questo perchè la classe politica ha anche il dovere di essere un esempio per i cittadini.

Le frizioni tra M5S e Rousseau sono state molte e manifeste negli ultimi mesi: secondo lei la frattura è ricomponibile? Lo auspica?

Io vorrei un movimento unito, ma ormai vedo una frattura insanabile tra chi vorrebbe essere all’opposizione fino ad andare a governare da soli tra decenni e chi ha scelto di dare risposte oggi, governando con altre forze politiche tanto distanti da noi ma che ci permettono di cambiare la politica del presente. Non saremo perfetti, ma sicuramente migliori delle altre forze politiche che possono governare Paese, Regioni e comuni senza il M5S.

Tre aggettivi per descrivere il M5S del futuro, nella sua visione.

Ecologista, Innovatore, Etico.