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La mia intervista per Repubblica – Rilanciare le soprintendenze e usare come metrò la linea costiera Fs

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Presidente Gallo, il Ministro Alberto Bonisoli ha annunciato una riorganizzazione del Mibac. Ce ne è bisogno? E in che direzione bisogna andare?

È finita l’epoca dello smantellamento delle soprintendenze incalzato da destra e sinistra. Oggi bisogna rinforzare il ruolo di presidio del territorio e di tutela per ripartire dalle nostre ricchezze e bellezze che devono essere il nostro nuovo volano sociale e identitario. Questo si fa anche con nuove assunzioni di personale e con una riabilitazione del loro ruolo strategico nel nostro Paese.

Intanto il mondo dell’archeologia e dei beni culturali è in fermento: si fronteggiano due posizioni dietro due appelli. Coarelli, La Regina, Settis e Zevi chiedono di annullare la riforma Franceschini e riportare i musei archeologici sotto le soprintendenze; Cardini, Volpe e Manacorda spingono invece per rafforzare le soprintendenze uniche territoriali..

L’Italia pullula di reperti archeologici, siamo primi nel mondo per competenza, per formazione, per storia. Sarebbe veramente anomalo non ripartire da un nuovo protagonismo dell’archeologia tornando a dedicarle una soprintendenza.

Sono in corso le procedure per i direttori dei sei siti e musei autonomi, a cominciare da Pompei e Reggia di Caserta. Cosa si augura?

Che ci sia aria nuova, aria di cambiamento, che venga premiato il merito e che finalmente non ci siano direttori legati a doppio nodo con la politica per poter esprimere al meglio la loro potenzialità di manager della cultura senza i vincoli dei favori politici ed elettorali, faremo un gran favore ai cittadini e al nostro Paese. Ho chiesto al Ministro di pubblicare i curriculum delle candidature perché le selezioni avvengano nella maggior trasparenza possibile. Anche i cittadini devono rendersi conto che sceglieremo il top.

Il Ministro bonisoli ha aperto alla possibilità di riconferma dei direttori dei 20 musei autonomi in scadenza nell’autunno 2019. Che ne pensa? Paolo Giulierini del Mann presentando il programma di attività 2019/2020 ha detto: “Quattro anni sono pochi, spero in un nuovo mandato”.

I precedenti direttori hanno tutto il diritto di ricandidarsi ma non devono avere una via privilegiata e quindi non devono essere penalizzati i candidati che non hanno ancora gestito i 20 musei. Saranno tutti ugualmente sottoposti a una procedura meritocratica e trasparente.

Il direttore di Capodimonte propone di fare del parco e del museo una questione nazionale e di sperimentare un Grande progetto così come è avvenuto a Pompei. “Si tratta del più grande parco urbano d’Italia” dice “e ha una rilevante funzione sociale”. Cosa si può fare?

È già una questione nazionale, anzi internazionale, visto il bando che abbiamo emesso. Ciò che in questi anni dobbiamo promuovere in tutta Italia è il modello di distretto culturale. Possiamo ambire a dar vita con una filosofia eco-sistemica e culturale a un nuovo modello economico per il Paese e a una nuova ricetta anche contro le crisi economiche mondiali. Il settore culturale è cresciuto anche nel periodo della crisi e le ricerche che abbiamo svolto con Lavoro 2025 e Cultura 2030 ci dicono di puntare su creatività e innovazione.

Grande progetto Pompei e buffer zone. Torna ciclicamente la richiesta di eliminare la storica tratta ferroviaria Fs Napoli-Torre Annunziata-Castellammare. Un’inchiesta delle Dda ha portato in carcere imprenditori e elementi legati alla camorra: dall’inchiesta emerge un loro interessamento al progetto di lottizzazione dell’area ex Ciclo a Castellammare, che incombe sulla linea ferroviaria. Nel Piano strategico del Gpp si sta ragionando sulla trasformazione della linea Fs in linea tranviaria leggera. “Difendere la ferrovia è lottare contro i clan” ha scritto “Repubblica”. Che ne pensa?

Sono d’accordo. Giovedì 17 abbiamo ottenuto una risposta definitiva anche da Ferrovie dello Stato che reputa la dismissione della ferrovia e il progetto Hub su Pompei un errore. Dal Parlamento abbiamo dato un indirizzo politico che punta sul potenziamento di quella linea, bellissima dal punto di vista culturale e naturalistico, promuovendo una intensificazione delle corse fino a raggiungere gli standard di un metrò. Per questo ci vuole anche un grosso impegno della Regione Campania.

I beni culturali sono presidio di civiltà e democrazia. Qual è il suo impegno a proposito?

Fino a oggi i beni culturali da soli non sono riusciti a imporre crescita sociale e culturale dei territori che li accolgano. Per questo il mio impegno da sempre è lavorare sulla cultura e sull’educazione diffusa. Dobbiamo intensificare i rapporti tra le scuole, i bambini, i ragazzi e i siti culturali del loro territorio attraverso convenzioni ad hoc e dar vita a infrastrutture materiali e immateriali, potenziando l’esistente per mettere in connessione siti maggiori con siti minori

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