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SCUOLA. M5S: DE MAGISTRIS SCIPPA 50 MILIONI A ISTITUTI CITTA’ METROPOLITANA NAPOLI

SCUOLA. M5S: DE MAGISTRIS SCIPPA 50 MILIONI A ISTITUTI CITTA’ METROPOLITANA NAPOLI
 
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INTERROGAZIONE AL MIUR: STUDENTI PRIVATI DEI SERVIZI ESSENZIALI, FARE CHIAREZZA
“Dal primo gennaio 2018 tutte le scuole superiori della provincia di Napoli si vedranno scippare gran parte dei servizi scolastici essenziali. E’ un regalo, per non dire ladrocinio, il monarca Luigi de Magistris ha in serbo per la Città Metropolitana. Dal 1 gennaio, infatti, i 461 soci delle cooperative “25 Aprile” e “La Primavera III” che garantiscono servizi come la pulizia del verde e la guardiania nelle scuole della provincia, saranno assegnati da anni alla Città Metropolitana di Napoli, saranno trasferiti al Comune di Napoli. E’ tutto scritto in una comunicazione che il direttore generale e il sindaco metropolitano hanno trasmesso nei mesi scorsi, in gran silenzio, alla presidenza del consiglio dei Ministri chiedendo che tutte le risorse per il finanziamento dei progetti per lavori socialmente utili, circa 50 milioni di euro l’anno, vengano trasferite interamente a Napoli, la città capoluogo amministrata dal monarca de Magistris. Abbiamo trasmesso tutto al governo perché faccia chiarezza”.
Lo denuncia il deputato del MoVimento 5 Stelle, Luigi Gallo, presentando un’interrogazione rivolta al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. “Mortificano i diritti degli studenti senza neanche ascoltare gli organi preposti, i 24 eletti del Consiglio e i 92 sindaci della Conferenza metropolitana. E’ il non eletto de Magistris a dettare le leggi: tutto per sé, tutto per Napoli, niente per 92 Comuni”.
“Ancora una volta – spiega Danilo Roberto Cascone, consigliere metropolitano del Movimento 5 Stelle – il sindaco della Città metropolitana, grazie alla sua posizione di privilegio conferitagli dalla legge e non dai cittadini, favorisce la Città capoluogo da lui amministrata a discapito dell’intera area metropolitana. Cosa accadrà quando tutti i soci delle Cooperative ad oggi impegnati, in gran parte, negli Istituti scolastici superiori della Provincia, non potranno più erogare servizi essenziali? Chi svolgerà quei compiti? Tanto più se questa discutibile decisione è maturata senza uno straccio di condivisione con gli organi della Città metropolitana. Mi auguro che ad insorgere siano anche quei dirigenti scolastici e quei sindaci del territorio metropolitano che si vedranno improvvisamente privati di risorse importanti”.

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