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LEGGI L’INTERVISTA! CONTINUA SENZA SOSTA LA NOSTRA BATTAGLIA PER LA SCUOLA!

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Sulla vicenda Consip, che riguarda anche Luca Lotti e Tiziano Renzi, lei ha rivelato una storia di appalti sospetti per la pulizia nelle scuole. Ci può spiegare di cosa si tratta?

Parliamo di un appalto di 1,6 miliardi per le pulizie delle scuole, cifra che è lievitata per continue proroghe governative e per l’assegnazione in modo diretto dell’appalto “Scuole Belle” alle stesse ditte. Una procedura condannata dall’Anticorruzione e poi sanzionata dall’Antitrust perché le ditte e cooperative hanno fatto cartello per aggiudicarsi i lotti. E presto sapremo anche dell’intervento della Corte dei Conti a cui il M5S si è appellato per i costi incontrollati di questa operazione, costi superiori a quelli che l’assunzione diretta di operatori scolastici comporterebbero allo stato. L’assunzione dei lavoratori è stimata dallo stesso governo in 280 milioni di euro e il M5S la sollecita dal 2013.

Ci sono dei lavoratori che stanno pagando il prezzo di tutto questo. Si è esternalizzato il servizio, quali sono stati gli effetti?

Sono stati accantonati 12mila posti di collaboratori scolastici per fare queste esternalizzazioni. Il fatto che non si voglia risolvere una vicenda così banale è un grosso indizio di colpevolezza, almeno politica, dei governi di centrosinistra e centrodestra che hanno preferito trasferire soldi a cooperative e ditte con gli appalti, piuttosto che assumere i lavoratori storici come collaboratori scolastici. Non è un dato secondario che le stesse ditte e cooperative abbiano finanziato, se pur legalmente, le campagne elettorali di singoli politici come Piero Fassino o partiti politici come il PD. Gli effetti sono devastanti: scuole sporche, lavoratori sfruttati e sempre sotto ricatto, con spreco dei soldi delle nostre tasse.

C’è però una notizia positiva che riguarda direttamente i precari della scuola. Sono previste nuove assunzioni dal prossimo anno?

62mila insegnanti a partire dal 2018 saranno assunti grazie ad un’azione di pressing politico del M5S che dura da almeno 3 anni. Tutto documentato con atti come proposte di legge e risoluzioni. Abbiamo costretto il PD ad un dietrofront. Gli effetti devastanti della “Buona Scuola” sono sotto gli occhi di tutti, con docenti come birilli spostati in tutta Italia e studenti che cambiano anche 5 insegnanti all’anno. Finalmente si è capito che non si può fare a meno dei precari storici, tutti, compreso i docenti abilitati e quelli che hanno già svolto almeno 36 mesi di servizio nella scuola. In pochi anni, se tutto fila liscio, non avremo più il precariato come malattie endemica della scuola italiana. Tutto senza ledere i diritti di chi è già in attesa delle assunzioni programmate.

In Consiglio regionale, il gruppo M5S Campania con una mozione ha chiesto il tempo pieno nelle scuole e cioè un aumento delle ore di lezione nelle scuole primarie. E’ una battaglia che sostenete anche a livello nazionale? Perché? Quali i benefici previsti?

Partiamo dai dati. Solo l’11,7% degli studenti iscritti nelle Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Calabria può accedere ad un tempo pieno, quasi 4 volte in meno rispetto alle regioni del Nord. Eppure sappiamo che ogni anno le richieste dei dirigenti e delle famiglie vengono rigettate dagli uffici scolastici regionali. Un dramma per il contrasto alla “povertà educativa” e alla “dispersione scolastica”. Dopo una risoluzione a mia prima firma in discussione per l’intero 2016 in commissione Cultura il governo si è convinto a stanziare 400 milioni in legge di stabilità per trasformare le supplenze in posti a tempo indeterminato. Con queste risorse secondo le relazioni tecniche della Buona Scuola si potrebbero fare 90mila assunzioni e si può offrire un servizio uniforme su tutto il territorio nazionale garantendo sia stabilità ai docenti fuori regione che possono rientrare, sia possibilità di assumere i precari che restano ancora in sospeso. Purtroppo il governo sta lavorando al ribasso, forse per risparmiare soldi per la troika europea e parla di cifre ridicole, pari ad un decimo, rispetto a quelle da noi stimate

Sul tema della didattica è in uscita un suo libro dedicato all’Educazione diffusa che ripercorre la sua idea di insegnamento e le battaglia portate avanti dal M5S in parlamento. Può parlarcene?

L’educazione diffusa potrebbe governare la prossima transizione da una società della frustrazione a quella del benessere. Noi non siamo più abituati a vedere bambini che non siano confinati in luoghi speciali, sotto vigilanza. Abituare i bambini anno dopo anno alle leggi della passività, del premio e della sanzione, della competizione, della minaccia, della dipendenza li renderà assoggettati, sudditi. Ci ha reso assoggettati, sudditi. Almeno in parte. In questo libro si respirerà un pezzo della rivoluzione culturale che emerge a sprazzi in Italia e nel mondo nei modelli virtuosi in campo didattico, pedagogico e formativo, fuori dalle aule e dalla scuola. Con una serie di incontri a partire da Benevento, San Giorgio del Sannio e San Giorgio a Cremano dal 7 al 9 aprile inizierò a coinvolgere i cittadini su questo tema parlando del libro e della proposta di legge.

Leggi l’intervista rilasciata a Agorà 24 http://www.agora24.it/2017/03/m5s-luigi-gallo-continua-senza-sosta-la-nostra-battaglia-la-scuola/

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