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MUORE UN SENZATETTO LAUREATO, ALL’EMERGENZA POVERTA’ RISPONDIAMO COL REDDITO DI CITTADINANZA

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In che Paese ci stiamo trasformando? Laureato in filosofia, ex docente precario che muore a 42 anni perché ormai conduceva una vita da senza tetto.

La notizia arriva da un articolo della cronaca di Pesaro del Messaggero “Senza tetto, una vita ai margini. E’ morto su una panchina del parco Miralfiore Rocco Bonaposta, 42 anni pesarese. E’ stato trovato ieri mattina vicino all’ingresso di via Cimarosa da un passante che ha dato l’allarme alla Questura. Una morte per arresto cardiaco, probabilmente un malore. Era conosciuto dalla Caritas, viveva da clochard. Ma non dai servizi sociali del Comune. Era laureato in filosofia, in passato qualche supplenza come maestro. Poi una vita da senza tetto e la morte al freddo, su una panchina”http://www.ilmessaggero.it/marche/pesaro_senzatetto_44enne_laureato_filosofia_muore_parco-1463409.html

Dal primo giorno che sono entrato in Parlamento mi porto dentro di me l’immagine quotidiana dei Senzatetto della Stazione Termini. Li incrocio quasi tutti i giorni quando arrivo presto in stazione e quando riparto alle 22, con i loro cartoni, con gli stracci che indossano, con le buste che si portano dietro. E’ l’immagine che mi accompagna nel mio lavoro che mi tiene ancorato alla realtà, alla coerenza, e mi ricorda come uno spillo doloroso conficcato sotto la nuca dell’EMERGENZA POVERTA’ di questo paese. Un’emergenza che miete sicuramente vittime tra le 68mila previste nel 2015. Un’emergenza che colpisce tutti anche le nuove generazioni di laureati. Un’emergenza a cui si potrebbe mettere fine una volta per tutte con il REDDITO DI CITTADINANZA.

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