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Altro che #FirstLady, il ministro Giannini porta il baronato nella #ScuolaPubblica

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Nel Paese del familismo più o meno amorale, era inevitabile che anche il fattore A., nel senso di Agnese Landini in Renzi, diventasse un tema politico.

Martedì Luigi Gallo, informatico e insegnante alle superiori del M5S, ha messo agli atti della Camera: «Grazie alla norma sulla chiamata diretta dei professori da parte dei presidi, farà carriera Agnese, la moglie del presidente del Consiglio».

Insinuando che alla first lady, prof precaria di lettere, non mancheranno ossequiose offerte di supplenze.

E ieri la collega Carla Ruocco insisteva: «Il fatto che la moglie di Renzi sia precaria ci fa pensare. Si vota una riforma che prevede la chiamata diretta dei presidi, quindi fate vobis…».

Frasi – compresa l’evocazione funesta della categoria delle leggi ad personam – che sarebbero rimbalzate sui blog pentastellati e poco più, se il premier consorte non avesse portato il tema nell’ancor più solenne terza Camera, Porta a Porta, con una difesa muscolare e struggente, da finale di puntata di soap opera: «Chi ha qualcosa da dire se la prenda con me. Dobbiamo avere rispetto per la classe di mia moglie, per gli studenti di quella classe e per mia moglie che ha gli occhi addosso da un mese perché la aspettano quando entra ed esce da scuola».

E dunque nessuno tocchi Agnese, riservata professoressa di italiano nella 2° B dell’istituto superiore Balducci di Pontassieve, finora sfuggita alla ribalta pervicacemente occupata dalle mogli degli idoli renziani, da Blair a Obama. Scarse le comparsate ufficiali: in vestito bianco e col fazzolettone al collo al raduno degli scout (dove negli Anni 90 conobbe Matteo), più recentemente all’inaugurazione dell’Expo.

Sempre al Maggio Fiorentino, mai a Roma. Finora un solo incidente pubblico di percorso, veniale: una corsia preferenziale presa per sbaglio, spiegherà, guidando la macchina privata del marito con il pass del Comune di Firenze. Pare andasse, di fretta, a scuola. E proprio la riforma della scuola l’ha trascinata nel cuore della pugna parlamentare.

«Crumira» il 5 maggio, tra i pochi docenti a non scioperare; in solitaria difesa della riforma cara al marito in un’assemblea nella sua scuola. Vivisezionati ogni parola, ogni comportamento, anche altrui. E quindi con soddisfazione, da parte antirenziana, è stata accolta la notizia del plateale boicottaggio dei test Invalsi da parte dei suoi studenti. Impossibile che il campione della politica iperpersonalizzata riesca ancora a tenerla in disparte.

Del resto fu lui, nel 1994, alla Ruota della fortuna, a dire a Mike Bongiorno: «Posso comprare una vocale? Vorrei la A di Agnese». Poi indovinò la frase. Il fattore A. gli valse 48 milioni di lire di vincita.

https://www.facebook.com/luigi.galloM5S/videos/vb.770978226269780/989687531065514/?type=1&theater

Naturalmente tutte le giustificazioni dei colleghi del Pd sostanzialmente stridono contro una porta di vetro. La vera motivazione del Ministro Giannini, che viene dal baronato dell’universita’, e’ portare il baronato anche nella scuola pubblica.

Avremo una scuola di pessima qualità, perché il merito non significa chiamare gli amici dei politici, gli amici dei dirigenti, gli amici degli imprenditori o far fare carriera ad Agnese, la moglie del Presidente del Consiglio, nella scuola.

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