La truffa del governo su scuola, ebook e innovazione tecnologica

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La mia intervista su La Buona Scuola e l’innovazione Tecnologica ad AgendaDigitale.eu

Il disegno di legge governativo per la scuola è una truffa anche sulla retorica dell’innovazione digitale. Attualmente il Governo vuole assumere i docenti solo dalle graduatorie di esaurimento dove però non ci sono tutte le professionalità necessarie. Se il dirigente volesse investire in una scuola più innovativa con maggior docenti di Informatica e Tecnologia non potrà farlo perché scarseggiano nelle Graduatorie di Esaurimento (GAE) e non si potrà nemmeno soddisfare l’esigenza ordinaria. L’autonomia quindi, come vediamo, resta un impianto ideologico perché i dirigenti dovranno accontentarsi delle professionalità che sono in GAE. Il M5S chiede di assumere in subordine anche dalle Graduatorie d’Istituto, dove ci sono tutti docenti abilitati, così da poter rispondere al fabbisogno reale ed iniziare una vera autonomia. Altra truffa è il capitolo delle scuole innovative che fa riferimento ad un fondo già stanziato dal decreto del fare nel 2013 per progetti di edilizia scolastica che riguardavano anche la messa in sicurezza.

Il disegno di legge del governo rischia di soffocare sul nascere il portale nazionale di ebook gratuiti per le scuole, norma proposta dal M5S e approvata già nel 2013. L’enorme ritardo nell’applicazione di questa norma, che sarebbe dovuto avvenire in quest’anno scolastico, con questo disegno di legge diventa sospetto per diversi motivi. Nel disegno di legge non si accenna a questa norma e non si inserisce la sezione ebook nel portale dell’open data che si istituisce. Ci vedo lo zampino e le resistenze degli editori che non hanno mai digerito una norma che rende il sapere libero e gratuito. Il governo si sta piegando al loro potere non facendo l’interesse dei genitori e dei bambini. E’ per questo ed altri guasti che abbiamo presentato oltre 800 emendamenti ma il PD ha messo la ghigliottina sugli emendamenti e di fatto questa legge si approverà su imperio del premier.

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