80 milioni in meno agli stipendi dei parlamentari

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85347 euro restituiti ad un Fondo di garanzia per le Piccole e Medie Imprese. Presto su questo fondo sarà attivo anche il microcredito.

I politici dei partiti preferiscono fare clientele con questi soldi rispondendo alle “richieste di aiuto” dei votanti.

La rinuncia a più di metà del proprio stipendio è un gesto intimo, ma collettivo di tutti i deputati e senatori del M5S. E’ un gesto che racconta tante cose. Racconta che c’è qualcosa più importante del denaro, pur se molti si son convinti del contrario. Racconta un attaccamento alla realtà, racconta la voglia di dar vita ad un’altra società. Racconta coerenza tra parole e fatti.

Tanti hanno ritenuto che questo gesto, insieme all’impegno, la passione, l’onestà, insiemi a tanti risultati ottenuti semplicemente stando all’opposizione non bastasse per dare ancor più fiducia al lavoro dei cittadini in Parlamento, hanno ancora preferito la Casta, le Promesse, il nuovo illusionista. Ma questo non ci ha persuasi ad abbandonare i nostri valori, le nostre battaglie, le nostre scelte.

Se il gesto fosse ripetuto da 945 parlamentari avremmo circa 80 milioni di euro all’anno da utilizzare in altro modo. Ne bastavano 42 per pensionare 4000 insegnanti della scuola (quota 96) ed assumerne altrettanto insegnanti.

Pensiamoci:

80 milioni di borse di studio
80 milioni di nuove start-up imprenditoriali
80 milioni per l’emergenza dei beni culturali
80 milioni per il wi-fi nei centri urbani
80 milioni per piste ciclabili
80 milioni all’anno per l’edilizia scolastisca
80 milioni …….

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