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Le lacrime di coccodrillo sulla Terra dei Fuochi

Terradeifuochi
Quante volte è stata violentato il territorio italiano, quante volte la Regione Campania. Hanno sversato, bruciato, sotterrato tutti i veleni possibili nella nostra terra e vogliono farci credere che tutto questo sia avvenuto senza che le Istituzioni vedessero, sentissero e sapessero nulla.

Il pentito Carmine Schiavone in una lunga intervista al giornale Der Spiegel afferma che fu l’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ministro dell’Interno dal ’96 al ’98 nel governo Prodi, a secretare le sue deposizioni sul traffico di rifiuti tossici che tiravano in ballo persino Paolo Berlusconi, fratello del Cavaliere, come capo di un’azienda del nord protagonista dei suoi traffici.
Napolitano nega, ma perché non parte un indagine per vilipendio? Eppure 22 commentatori del blog di Grillo penso che per molto meno sono stati indagati per questo reato. E se Schiavone finora non è stato querelato da nessuno c’è da crederci alle sue parole

Il decreto che ribattezzerei “Lacrime di coccodrillo sulla Terra dei fuochi” è vuoto. Abbiamo fatto di tutto per riempirlo con i nostri temi e svuotarlo dalle porcate, ma l’Italia di questi partiti è ancora un muro di gomma. Hanno svuotato anche le nostre proposte inserendo strumenti partecipativi facoltativi senza possibilità di codecisione con le Istituzioni. Ancora una volta hanno costruito una fossa tra lo Stato e i cittadini, ma non riusciranno a tenerci lontani e prima o poi i cittadini si riprenderanno lo Stato dalle grinfie dei partiti.

Ecco l’emendamento sugli strumenti di partecipazione e codecisione per i cittadini
che mi è stato bocciato

è istituita una Consulta della stessa consistenza numerica della Commissione, composta da rappresentati indicati, in ragione delle loro competenze tecnico-scientifiche, e scelti democraticamente dalle associazioni senza fini di lucro dei comitati civici che possano comprovare di aver svolto nella Regione Campania attività di sensibilizzazione politica, sociale e culturale inerente alla gestione rifiuti e all’emergenza ambientale, quanto meno nel triennio precedente all’emanazione del presente decreto. La Consulta esprime parere obbligatorio, da pubblicarsi inderogabilmente sui siti istituzionali, ma non vincolante, preliminarmente a tutti i provvedimenti emessi dalla Commissione, elabora linee guida per interventi di prevenzione dei disastri ambientali e gestione rifiuti ed ha potere ispettivo nei siti individuati per le bonifiche. Le associazioni ed i comitati civici comunque costituiti che intendono accreditarsi per la partecipazione alla Consulta dovranno far pervenire al Comitato interministeriale di cui al comma 1, entro 30 giorni dalla sua istituzione, una dichiarazione d’interesse corredata dalla documentata dell’attività svolta inerente alla gestione rifiuti e all’emergenza ambientale. La consulta si autodetermina con l’istituzione di un proprio statuto ispirato a principi di partecipazione, trasparenza e democraticità. Ai membri della Consulta si applica il regime delle incandidabilità, incompatibilità e ineleggibilità di cui al Capo II del decreto legislativo n.267 del 2000
Gallo

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