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Parco nazionale e rifiuti, ecco i risultati dei prelievi alle falde di Cava Sari

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“Parco nazionale del Vesuvio e rifiuti”: è il tema del convegno tenutosi lo scorso venerdì 7 febbraio al teatro S’ Anna in via Madonna del Principio a Torre del Greco, promosso dal Movimento 5 stelle, da sempre sensibile all’argomento e particolarmente attivo per la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Al lungo e a tratti anche acceso dibattito hanno partecipato i parlamentari grillini Luigi Gallo e Sergio Puglia, cittadini ed associazioni ambientaliste provenienti da Boscoreale e Terzigno; impossibilitato ad intervenire il presidente dell’ente Parco Ugo Leone. Illustrate le attività che il movimento porta avanti a livello locale: da quelle di sensibilizzazione ed informazione a quelle di controllo e coordinamento.

Resi noti durante il convegno i risultati delle analisi sui prelievi effettuati presso l’ex-Cava Sari per il monitoraggio dell’acqua di falda. “Abbiamo iniziato con dei prelievi di campioni di acqua di tre pozzi all’interno della stessa discarica che servono a monitorare il grado di inquinamento della falda – spiega l’ingegnere forense Michele Pappalardo – dal prelievo che abbiamo fatto in contraddittorio con la società che gestisce la cava, abbiamo visto che al momento non ci sono preoccupazioni: non c’è un inquinamento in atto della falda, ma proseguiremo con l’attività di monitoraggio”.

Presente il giorno dei prelievi anche il senatore grillino Sergio Puglia: “Sostituirci agli organi preposti denota il fatto che noi cittadini non abbiamo più fiducia nelle istituzioni, non siamo affatto convinti della bontà del loro operato”.

“Siamo partiti da Cava Sari -spiega il deputato Luigi Gallo – perchè ci sono arrivate segnalazioni dai territori,  la relazione dell’Arpac sottolineava la possibile presenza di sostanze cancerogene nei pozzi e abbiamo voluto fare una verifica. Attorno alla Sari ci sono diverse discariche abusive e 460 eco balle depositate su terra nuda. Purtroppo quotidianamente vanno a sversare illegalmente nel parco (piccole ditte, cittadini) dal rifiuto urbano a quello industriale. Avrei voluto iniziare un confronto con il presidente Leone per chiedergli com’è possibile che c’è sempre uno scaricabarile sulla gestione e sul controllo, l’ente parco dice che non ha titolarità ad intervenire, i sindaci demandano ad altri, vigili e forestale fanno altrettanto. È un discorso di responsabilità che deve partire, noi l’abbiamo fatto con questo convegno, ma deve diventare stringente per tutte le istituzioni che si occupano del parco, dobbiamo costringerli a mettersi attorno ad un tavolo e definire la gestione. Altri parchi non sono in queste condizioni”.

Poi spazio al dibattito. “Chiediamo – è la proposta dell’associazione La Fenice Vulcanica – una caratterizzazione e una mappatura”. Non è mancato un appello accorato: “Vogliamo giustizia, il territorio è stato martoriato – è la voce delle mamme vulcaniche – viviamo con il terrore di bere, mangiare, respirare”. Sul tavolo di discussione anche il decreto sulla Terra dei Fuochi, di recente convertito in legge. “E’ un decreto che va ad agire – fa sapere Gallo – solo su monitoraggio ed eventuali bonifiche e riconversioni, manca tutta la parte che riguarda prevenzione e responsabilità”. Conclusioni affidate al deputato grillino: “Il presidente Leone è stato impossibilitato ad intervenire, ma -sottolinea Gallo- mi aspetto collaborazione, chiederemo informazioni sulla caratterizzazione in termini di discariche legali e non legali, delucidazioni su controllo e vigilanza. Come M5s abbiamo acceso i riflettori sull’emergenza ambientale in Campania, dobbiamo insistere con le istituzioni affinchè ci venga garantito non più solo attenzione, ma anche l’individuazione delle responsabilità e la prevenzione di questi fenomeni”. (Antonella Losapio)

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