Home / parlamento / Ascoltiamo il popolo della pace

Ascoltiamo il popolo della pace

pacifismo
Vorrei per una volta che il Parlamento non ascoltasse la prima potenza mondiale, che ha portato e ha fatto partire questo conflitto, ovvero gli Stati Uniti, ma la seconda potenza mondiale.
Il 15 febbraio 2003 in tutto il mondo si svolsero manifestazioni contro la guerra senza «se» e senza «ma»: erano 110 milioni di donne in 600 città. Il The New York Times titolò che quel popolo della pace, quel popolo non violento era la seconda potenza mondiale, una forza internazionale che si esprimeva in tutti i Paesi. Per una volta, io chiedo a questo Parlamento di ascoltare la seconda potenza mondiale e non i tecnocrati, i Governi e gli Stati Uniti.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=x2t7w1axdZQ]

Vorrei capire perchè i Paesi che vengono coinvolti da questi interventi di guerra non sono considerati Paesi per cui bisogna rispettare la loro sovranità, ma Paesi a cui bisogna insegnare qualcosa. Io vorrei capire se l’Italia rispetta la sovranità del popolo italiano, perché 8 italiani su 10 non vogliono le guerre. È ora che diciamo: chi governa prenda atto di questo e agisca di conseguenza. Noi siamo portavoce dei cittadini, dobbiamo portare all’interno di queste istituzioni e al Governo la volontà dei cittadini.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=a8ApDigfmM4]

Io ricordo che, all’inizio della guerra in Afghanistan, ci fu un bombardamento mediatico sulla condizione delle donne in Afghanistan. C’erano cartelloni, in giro per la città, in cui si mostravano le condizioni che vedevano le donne in Afghanistan coi burqa totali che coprivano la loro immagine. Oggi in Afghanistan ci sono ancora tante donne coperte dal burqa e scopriamo che in realtà non è stata l’invasione degli Stati Uniti, non è stato l’intervento militare a portare sollievo in questo caso alle donne, quindi a smarcarsi da una condizione di privazione e comunque di violenza, bensì è stata la capacità di queste donne di accreditarsi e quindi è stata la cultura, è stata la formazione, è stato il lavoro. Quindi se investiamo in quel senso liberiamo veramente le donne, se investiamo con le armi no!

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2RCfVa8yZxE]

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

CAPTCHA
Reload the CAPTCHA codeSpeak the CAPTCHA code