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La solidarietà con gli stranieri è illegale. La risposta dei docenti

Sosteniamo l’iniziativa, partita dalla Francia e raccolta dall’Italia, Grecia, Spagna e altri paesi europei, “Primo Marzo 2010: 24 ore senza di noi” per il diritto al libero movimento e alla pari dignità e contro lo sfruttamento e il razzismo.

Anche a Napoli è nato il Comitato Primo Marzo 2010

Il gruppo che si propone di organizzare una manifestazione di protesta il 1 marzo 2010, per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.

Il gruppo nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli, al di là di ogni credo religioso e/o politico.

Si può aderire via primomarzo2010napoli@gmail. com e-mail o su Facebook

Ciò che mi preme segnalare è il razzismo istituzionale che si mostra ogni giorno con la sua ferocia, un razzismo che rende la solidarietà illegale.

Il referente di Siracusa, padre Carlo D’antoni, del Comitato del Primo Marzo è stato arrestato.

Scrive Stefania Ragusa, presidente del comitato primo marzo “E’ un paradosso che, in un Paese che si professa cristiano, praticare il cristianesimo possa diventare un reato.”

Renato Cervo, aderente al comitato del Primo Marzo di Napoli scrive “Giorgio Poletti è stato mandato via da Castel Volturno per motivi analoghi. Mi chiedo assieme a voi dove è andato a finire il Messaggio di Cristo? Oggi anche lui sarebbe incriminato per clandestinità o spedito al Mittente (il Padre).”

Per questo non possiamo non aderire allo sciopero degli stranieri del primo marzo.

I COBAS di Napoli e la rete europea educazione un appello agli educatori delle scuole e dell’università, agli studenti e agli operatori scolastici di realizzare per il primo marzo percorsi di didattica interculturale, di storia e critica del razzismo, di approfondimento della storia della colonizzazione e dello sfruttamento del lavoro migrante, di geografia economica, ascolto di musica etnica, pittura, ricerca, produzione di qualsiasi tipo di materiale attinente in maniera figurativa e narrativa.

Sarebbe interessante che i sindacati diano anche la possibilità a varie categorie dei lavoratori di partecipare allo sciopero, con l’astensione dal lavoro, indicendolo anche territorialmente come i COBAS hanno assicurato di fare in Toscana.

Segnalate le vostre idee con i commenti e all’education.esf@lists.riseup. net

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